Reiki e dieta

Si può scrivere veramente molto sul tema della dieta in relazione alla salute e alla guarigione, e molto è già stato scritto, vale la pena comunque soffermarsi su alcune regole, che ci permettono di nutrirci rispettando le leggi in base alle quali opera la natura.
Noi siamo mentalmente e fisicamente ciò che pensiamo e ciò che mangiamo. Quando si mangia bisognerebbe nutrire non solo il nostro corpo fisico, ma anche quello spirituale attraverso una giusta attitudine e disposizione d’animo nei confronti del cibo, senza la quale anche una dieta sana può rivelarsi inutile.

Bisognerebbe inoltre scegliere una dieta adatta a noi, ogni corpo è diverso, ha le sue proprie esigenze ed i suoi propri bisogni, non è possibile quindi generalizzare. Non esiste la dieta “giusta”, esistono piuttosto tante diete “giuste” quante sono le singole persone. Tuttavia si possono delineare alcune generalità, ma con cautela, ciò che può essere di beneficio per qualcuno, può rivelarsi di nessun valore o addirittura dannoso per un altro.
Per riuscire a trovare la dieta più adatta al nostro corpo, bisogna prima avvicinarsi ad esso con la giusta comprensione di ciò che è in realtà; invece di identificarci con esso, dovremmo tenere a mente che non è altro che un veicolo, un veicolo che la nostra anima guida, usa ed in cui dimora. Quando si assume questa attitudine, sapremo cosa mangiare per godere di una salute ottimale e saremo in grado di scegliere la dieta più adatta a noi in ogni momento. Bisogna però fare attenzione a non razionalizzare, a non convincerci che il nostro corpo necessita di un certo cibo, quando in realtà si tratta solo di un nostro desiderio egoico. Quando è il desiderio dell’ego a prendere il sopravvento, si corre il rischio di far subire al nostro organismo degli squilibri nutrizionali, causati dall’assunzione di cibi appetitosi, ma spesso innaturali e privi di energia vitale, che a lungo andare provocano malattie e deterioramento. Un altro criterio su cui bisognerebbe basare la scelta della nostra dieta, riguarda le sue implicazioni karmiche, (cioè legate alla legge del Karma, ossia la legge universale di causa/effetto). Noi siamo un tutt’uno con l’intera creazione, perciò dobbiamo considerare le cose anche da questo punto di vista, e a questo proposito non possiamo fare a meno di parlare di vegetarianismo. Siccome noi siamo esseri spirituali, incarnati sulla terra con lo scopo di fare esperienza e di evolverci, la questione che si pone è questa: bisogna essere vegetariani per avanzare sul sentiero spirituale?  Quasi tutti i più grandi maestri hanno sempre consigliato di astenersi dalla carne, tuttavia ci sono delle eccezioni. E’ vero infatti che il cibo influenza il nostro stato di coscienza; la carne rossa ad esempio inibisce il funzionamento dei chakra superiori, lo stesso vale per alcuni cibi come il cioccolato, gli spinaci, l’alcool, ma è altrettanto vero che il semplice fatto di seguire una dieta vegetariana non rende necessariamente una persona più evoluta spiritualmente, avviene piuttosto l’incontrario, cioè che una persona diventi vegetariana in seguito all’elevarsi della propria consapevolezza. Paradossalmente alcuni maestri spirituali non sono mai stati vegetariani, mentre alcuni grandi criminali non si cibavano di carne.
L’essere vegetariano dovrebbe diventare una filosofia di vita, che implica il concetto di non violenza ed il rispetto per tutti gli esseri, più che un’abitudine alimentare fine a sé stessa.
Non si può forzare nessuno a non mangiare carne, dev’essere sempre una scelta cosciente e personale. La compassione per gli animali è una ragione più che valida per evitare la carne, e qui entrano in gioco anche le implicazioni sul nostro Karma: noi non possiamo pensare di causare sofferenza ad un altro essere vivente senza che ciò non abbia un effetto anche su di noi. In un mondo ideale la dieta più pura sarebbe costituita dai soli frutti della terra, non c’è bisogno di uccidere i frutti, ci vengono donati liberamente dalla pianta, ma ovviamente la maggior parte della gente non riuscirebbe ad adattarsi, almeno non all’inizio.imagesMFAMP37K

 Anche se ci sono delle persone che per motivi genetici non riescono a diventare subito completamente vegetariane in quanto il loro corpo, essendo abituato alle proteine animali, non è in grado di assorbire facilmente le sostanze nutritive di cui necessita solo dai vegetali, è vero anche che più o meno tutti, potrebbero eliminare almeno la carne rossa. Comunque, una dieta vegetariana ben bilanciata, è nella maggior parte dei casi in grado di fornirci tutte le proteine e gli elementi nutritivi di cui abbiamo bisogno. Un altro motivo valido per diventare vegetariani, è la presenza nella carne degli animali da macello di sostanze quali ormoni e antibiotici, per non parlare dei residui chimici derivati dai pesticidi presenti nei foraggi con cui vengono nutriti.  Il più delle volte le condizioni in cui questi animali vengono allevati sono davvero terribili, inoltre sono spesso sottoposti a stress durante estenuanti spostamenti. Non c’è nessun rispetto per le loro emozioni, soprattutto la paura che avvertono prima di essere macellati. E’ ovvio che la loro carne sarà impregnata di una simile energia di terrore, che noi assorbiremo mangiandola. Tranne in quei pochi casi in cui si pratica l’allevamento biologico, questa è la situazione nella maggior parte degli allevamenti bovini e suini, ben lontana dal modo con cui alcune popolazioni praticavano la caccia, uccidendo l’animale con rispetto, e solo per necessità, ringraziando poi il suo spirito per essersi donato sacrificando la sua vita. Anche i polli non se la passano meglio, fino a non molti anni fa fa veniva persino somministrato loro un farmaco contenente arsenico, per aumentarne l’appetito e dare alla carne un aspetto più roseo, nonché antibiotici, vaccini, tranquillanti per sopportare gli spazi ristretti in cui vivono. Alle galline da uovo invece può venire somministrato del colorante giallo, per far assumere ai tuorli un aspetto “normale”.
Anche i pesci da allevamento vengono trattati con antibiotici, e quelli in libertà sono sottoposti a molte forme di inquinamento ambientale, dovuto alla presenza di sostanze nocive nell’acqua.

imagesI1YCPCC0Certo, bisogna dire che tutto ciò vale anche per i vegetali, oggi la maggior parte della frutta e verdura viene trattata con prodotti chimici (antiparassitari, fertilizzanti chimici, ecc.), e a tutto questo si aggiungono le piogge inquinate, che non risparmiano nemmeno le colture biologiche, anche se nonostante ciò, rappresentano sempre l’alternativa migliore (quando sono davvero biologiche).
Frutta e verdura sono molto più impregnate di energia solare della carne che ne è invece povera, il che la fa imputridire più rapidamente, e ciò che imputridisce velocemente è nocivo alla salute, in quanto lascia più scorie nell’organismo. Frutta e verdura lasciano invece pochi residui.

Alla luce di tutto questo, ecco alcune regole di base per poter seguire una dieta il più sana possibile:

  1. Mangiare cibo il più puro possibile (biologico/biodinamico) e preferibilmente crudo, quando non se ne renda necessaria la cottura;
  2. Non mescolare frutta e verdura, anche se frutti come la mela e l’ananas si possono combinare facilmente con altri cibi, e possono perciò essere consumati dopo i pasti, favorendo la digestione.
  3. Non mescolare latticini o amidi con proteine animali;
  4. Ridurre la quantità di cibi diversi che si assumono per pasto (cercare di limitarsi a tre);
  5. Preferire cibi integrali a quelli raffinati;
  6. Ingerire cibi alcalini per una percentuale dell’80% e acidi per il 20%; gli alimenti a PH acido sono per lo più quelli molto cotti e raffinati, come i dolci, la carne, gli alcolici, il caffè, la frutta molto dolce.  Gli alimenti a PH alcalino invece sono quelli più freschi e verdi, come la frutta e verdura di stagione (broccoli, lattuga, germogli, avocado, kiwi, limoni, pompelmi, ecc.);
  7. Consumare il più possibile cibi prodotti localmente;
  8. Mangiare solo quando si ha veramente fame;
  9. Rilassarsi, non mangiare quando si è arrabbiati o nervosi. Masticare bene e lentamente;
  10. Ingerire circa i 2/3 di ciò che normalmente riempirebbe il nostro stomaco. Un eccesso di cibo nell’organismo produce tossine;
  11. Saltuariamente prendere in considerazione la pratica del digiuno (totale, a base di sola acqua, o parziale, a base di succhi e centrifughe) come cura, o semplicemente come metodo disintossicante.  In caso di digiuno prolungato (più giorni) è necessario farsi seguire da uno specialista.

iii

A sinistra la fotografia energetica di un pomodoro e di un broccolo cotti,
a destra invece sono crudi.

Se facciamo una fotografia “energetica” (come la fotografia Kirlian) ad un cibo appena colto, ci renderemo conto che perde la sua energia vitale dopo circa 20, 30 minuti dal momento della raccolta (a seconda del tipo di cibo) e perde le sue energie a bassa frequenza, con molte delle sue sostanza nutritive (vitamine, ecc.) in circa lo stesso tempo dal momento in cui viene tagliato.
Caricare il cibo con l’energia Reiki prima di mangiarlo, serve a restituirgli l’energia vitale perduta.
Per caricare il cibo appoggia le mani appena sopra di esso o ai lati del piatto, e poi lascia fluire l’energia dalle mani. Se può essere utile, si può visualizzare l’energia che entra in noi dalla sommità del capo, e dalle nostre mani fluisce nel cibo riempendolo di luce. Questo lo si può fare anche mentalmente, ma è meglio imparare a farlo prima con le mani fino a quando non ci riesce automatico inviare energia con la mente. Trattare il cibo con Reiki serve inoltre a purificarlo da eventuali energie negative o da sostanze nocive.

LINK UTILI:

La lista dei prodotti non-bio con pochi residui chimici  (dal sito di Anne Givaudan) 

-Intervista con l’oncologo Umberto Veronesi  VEDI VIDEO