Reiki e animali

Oramai sono sempre più le persone che decidono di prendere con sé un animale da compagnia, e di provvedere a tutte le sue necessità, che vanno dal cibo alle cure mediche, assicurando ai nostri amici tutto il comfort e l’affetto di cui hanno bisogno. Loro in cambio ci ripagano in mille modi, grazie alla loro capacità di amarci incondizionatamente. Il Reiki è uno strumento davvero prezioso per i nostri amici animali, può infatti aiutarli a risolvere i loro problemi di salute, disturbi comportamentali, nonché assisterli in momenti delicati, come ad esempio un trasferimento, cambio di padrone, la sterilizzazione, o durante la fase del trapasso. Il Reiki può essere tranquillamente usato in congiunzione alle normali cure veterinarie, può infatti contribuire ad aumentare l’efficacia dei farmaci e a ridurne gli effetti collaterali. Può essere inoltre abbinato alle cosiddette “terapie dolci”, in particolare ai fiori di Bach.
Quando per vari motivi siamo impossibilitati a trattare un animale fisicamente (in caso di animali selvatici o molto aggressivi, o nel caso in cui ci troviamo lontani da loro), si può utilizzare il trattamento a distanza che si apprende con il 2° livello Reiki.
Con il 2° livello ci apriamo anche alla possibilità di comunicare a livello mentale con la coscienza degli animali.

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Immagine da meettere in Reiki e animali

Rispettiamo gli animali

Se da un lato l’evoluzione ha portato l’uomo ad avvicinarsi agli animali con maggior consapevolezza, cercando di raggiungere con essi un rapporto di amicizia e rispetto, dall’altro lato invece ci sono in tutto il mondo situazioni in cui gli animali vengono sfruttati, maltrattati e uccisi con una tale brutalità, che viene da chiedersi a chi spetti davvero l’appellativo di bestia.
Sono così tanti gli abusi che attualmente vengono perpetrati sugli animali per fini di lucro, o legittimati in nome del progresso scientifico. In realtà non c’è niente al mondo che giustifichi la violenza su qualsiasi essere vivente, soprattutto su chi non è in grado di difendersi. L’uomo dovrà prima o poi rendersi conto che siamo un tutt’uno, e che causando sofferenza agli animali la causerà automaticamente anche a sé stesso, perché è così che funziona l’Universo.

yyyyyyyyyyyyIl rapporto uomo-animale può essere considerato uno scambio sotto tutti i punti di vista, e più l’uomo si evolverà, più sarà in grado di avvicinarsi agli animali con un atteggiamento di rispetto e persino di reverenza: “Avete mai sospettato che, dietro l’aspetto familiare del vostro cane o del vostro gatto, possa nascondersi un grande essere?” così si scrive nel libro di Anne e Daniel Meurois-Givaudan Il Popolo degli Anima-li, libro che raccomando vivamente a chi (con mente aperta) vuole avvicinarsi ai misteri del regno animale. Per chi si sia chiesto se gli animali abbiano un’anima, la parola stessa “anima-li” la contiene.
Se guardiamo poi in profondità negli occhi dei nostri beniamini, non possiamo non riuscire a percepirla. Tuttavia, il concetto di anima è diverso dal nostro.
Così ce lo spiega il maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov:

Il Creatore ha dato una coscienza a tutte le Sue creature. Sì, anche le pietre, le rocce e i metalli hanno una coscienza, che però è esterna a loro ed è situata molto lontano, ai confini dell’Universo: ecco perché queste creature sono in uno stato di inerzia.

La coscienza delle piante si trova al centro della Terra, e per poter parlare loro, perché esse possano capirci e agire, è là che dobbiamo raggiungerle. Gli animali, invece, hanno una coscienza collettiva: ogni specie possiede un’anima-gruppo che la dirige. Se negli animali si constatano periodi per la procreazione, per la deposizione delle uova, per le migrazioni, per la muta, ecc., è perché essi obbediscono ad un’anima-gruppo esterna a loro.
Le pietre, le piante e gli animali hanno dunque una coscienza che si trova esternamente a loro.

L’ essere umano è il solo in cui sia discesa la coscienza, il solo a possedere una coscienza individuale: ecco perché egli è un essere pensante dotato di una volontà propria. Allora, è chiaro: tutto ciò che esiste possiede una coscienza, ma in base al grado di evoluzione, la coscienza è più o meno vicina o lontana.”
“Negli animali l’aura è più ricca rispetto al mondo minerale e vegetale in quanto possiedono già un corpo astrale, il corpo dei desideri. In generale non hanno ancora iniziato lo sviluppo del corpo mentale, eccezione fatta per alcuni; animali domestici, elefante, cavallo, scimmia…Si tratta di un pensiero ancora rudimentale, tuttavia vivendo accanto all’uomo il loro corpo mentale comincia ad avere un certo sviluppo. L’uomo infatti, occupandosi degli animali, amandoli e curandoli, contribuisce notevolmente alla loro evoluzione”.

LINK UTILI:

LIBRI CONSIGLIATI:

  • Il popolo degli Anima-li – Anne e Daniel Meurois Givaudan

“Ognuno di noi, prima o poi si è chiesto se gli animali abbiano ufoto libron’anima. E pochi sono coloro che hanno ricevuto una risposta soddisfacente.

Gli autori mettendo in pratica le loro non comuni capacità di uscita cosciente dal corpo, per diversi mesi hanno avuto contatti diretti con gli esseri che dirigono il mondo animale, con le anime-gruppo, con i deva e con gli animali stessi.

Perdono, amore, aiuto reciproco: sono il contenuto di un testo rivoluzionario, perché è il primo scritto dagli (e non sugli) animali, ove l’uomo risulta essere una delle tante forme di intelligenza, e certo non l’unica capace di coerenza sul pianeta.

La nostra sopravvivenza dipende da questa comprensione, dall’ammissione dell’interdipendenza paritetica di tutti i regni, nessuno dei quali (neppure il regno umano) potrà evolversi lasciando indietro anche solo un’infima parte della creazione.”   

La storia del leone Christian